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Francesco Chiappinelli

 

IMPIUS AENEAS

 

Presentata presso la Libreria Loffredo

la seconda edizione

 

 

Il 10 giugno alle ore 18, come programmato da tempo, Paolo Cutolo, professore di Italiano e Latino al Liceo Scientifico Statale ”Lucrezio Caro” di Napoli, ha presentato la seconda edizione dell’IMPIUS AENEAS di Francesco Chiappinelli. Era presente l’autore, seguito da un pubblico numeroso e attento di colleghi ed ex alunni di tutte le età.

  Dopo una breve introduzione sulla tematica del tradimento di Troia, così poco nota, Paolo Cutolo ha chiesto all’autore di ripercorrere brevemente le tappe di
questo percorso così singolare nelle letterature classiche e medievali.

  Franco Chiappinelli ha parlato preliminarmente della scarsa attenzione di settori accademici e giornalistici, benché  su numerosi siti e riviste on line queste ricerche siano state visitate non meno di centomila volte da curiosi di tutto il mondo. Ha poi spiegato che dal ciclo omerico al Pascoli si affiancano alla versione che potremmo definire omerico-virgiliana del pius Aeneas numerose testimonianze di autori classici, tardolatini, bizantini, medievali sul tradimento di Troia da parte di Antenore ed Enea: questo è il significato del titolo del volume, che tende a incuriosire il lettore.

  E se consideriamo che in questo filone di testimonianze hanno spazio autori come i poeti del ciclo omerico e della lirica corale arcaica, Dionigi d’Alicarnasso (che cita autori ellenistici), Livio, Virgilio, Orazio, Seneca, Tertulliano, si capisce che la storia del tradimento nell’antichità era nota ad un pubblico molto vasto.

 

Francesco Chiappinelli (a destra) risponde alle domande del pubblico.
 

L'autore e Franca Gallo.
 

Francesco Chiappinelli scrive la dedica autografa a Maria Vittoria Pinto.

 

Nota. La prima edizione dell’Impius Aeneas, con integrazioni, è distribuita da Loffredo; la seconda è alle stampe, e può anche essere prenotata direttamente presso l’autore all’indirizzo mail fchiappinelli@libero.it al costo di 16 Euro + spese di spedizione da versare sul ccp 48002513.

Chi possiede copia della prima edizione può chiedere gratuitamente le integrazioni via mail.

 
 

Paolo Cutolo (a sinistra) presenta il nuovo Impius Aeneas.

 

Una parziale veduta del pubblico in sala.

 

  Ma un ruolo determinante ebbero, tra primo e secondo secolo, due retori di cui pochissimo sappiamo, oltre i loro pseudonimi: Ditti Cretese e Darete Frigio, dicendosi testimoni diretti del conflitto per avervi partecipato come soldati e cronisti, rispettivamente di parte greca e troiana, tolgono fittiziamente ogni credibilità ad Omero che visse quattro secoli dopo gli eventi che narra. A credere a questa incredibile vanteria dei due retori furono in molti, soprattutto nel Medioevo: Darete e Ditti furono molto letti, ripetutamente tradotti e volgarizzati in tutta Europa. Di enorme rilievo, le versioni ampliate e patetiche che ne fecero Joseph of Exeter in Inghilterra e Benoît de Sainte-Maure in Francia: il suo celebre Roman de Troie venne riproposto in latino da Guido delle Colonne e quindi diffuso nell’intero continente da una lunga serie di volgarizzamenti. Tutte queste opere ripetono la storia del tradimento, e anche Brunetto Latini, nel suo Trésor, ne dà un cenno inequivocabile.

  Che anche Dante ne fosse a conoscenza è quindi indubbio; altro, beninteso, sarebbe sostenere che la condividesse. La sua scelta per il modello virgiliano è al di là di ogni ragionevole dubbio, ma qui si vuole solo sottolineare che il suo silenzio in proposito, motivato dall’intento di non mettere in crisi il ruolo e la credibilità di Virgilio nel divino poema, è illuminato dalle citazioni dell’ Antenora come luogo destinato ai traditori della patria, in Inferno XXXII 85, e dai commenti più o meno polemici che i commenti contemporanei al poeta fanno ad Inferno I, 77 a proposito del giusto figliuol d’ Anchise.

  Il presentatore ha poi chiesto all’autore quali siano le novità più significative della imminente seconda edizione; e Franco Chiappinelli ha indicato come prioritaria la dedica all’amico e collega carissimo di tanti anni al VICO di Napoli, il compianto Pino Gallo, scomparso un anno fa. La moglie Franca ha ringraziato commossa e i presenti, che in gran parte lo conoscevano e ne sono stati alunni, lo hanno ricordato con un lungo applauso. Sono poi seguite le indicazioni relative a nuove fonti prevalentemente medievali sul tradimento di Enea e le prospettive delle nuove ricerche, in buona parte già avviate ma ancora da perfezionare, su importanti personaggi del mito troiano in queste fonti più tarde (l’Impius Achilles, Ulisse, Polidoro, Deifobo, Troilo, Pentesilea…) che potrebbero avere sviluppi originali nella critica dantesca, visto che queste erano le fonti di cui il poeta disponeva, accanto naturalmente all’Eneide.

  Sono seguite alcune domande dei presenti, e gli scambi di affettuosi saluti tra l’autore e la sua giovanile maestra di greco e latino negli anni ginnasiali, la professoressa Maria Vittoria Pinto: cinquant’anni sono volati, ma non invano, hanno entrambi commentato con gioia.

 

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