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Ma un ruolo determinante ebbero, tra primo e secondo secolo,
due retori di cui pochissimo sappiamo, oltre i loro pseudonimi: Ditti Cretese e
Darete Frigio, dicendosi testimoni diretti del conflitto per avervi partecipato
come soldati e cronisti, rispettivamente di parte greca e troiana, tolgono
fittiziamente ogni credibilità ad Omero che visse quattro secoli dopo gli eventi
che narra. A credere a questa incredibile vanteria dei due retori furono in
molti, soprattutto nel Medioevo: Darete e Ditti furono molto letti,
ripetutamente tradotti e volgarizzati in tutta Europa. Di enorme rilievo, le
versioni ampliate e patetiche che ne fecero Joseph of Exeter in Inghilterra e
Benoît de Sainte-Maure in Francia: il suo celebre Roman de Troie venne
riproposto in latino da Guido delle Colonne e quindi diffuso nell’intero
continente da una lunga serie di volgarizzamenti. Tutte queste opere ripetono la
storia del tradimento, e anche Brunetto Latini, nel suo Trésor, ne dà un
cenno inequivocabile.
Che anche Dante ne fosse a conoscenza è quindi indubbio; altro,
beninteso, sarebbe sostenere che la condividesse. La sua scelta per il modello
virgiliano è al di là di ogni ragionevole dubbio, ma qui si vuole solo
sottolineare che il suo silenzio in proposito, motivato dall’intento di non
mettere in crisi il ruolo e la credibilità di Virgilio nel divino poema, è
illuminato dalle citazioni dell’ Antenora come luogo destinato ai
traditori della patria, in Inferno XXXII 85, e dai commenti più o meno
polemici che i commenti contemporanei al poeta fanno ad Inferno I, 77 a
proposito del giusto figliuol d’ Anchise.
Il presentatore ha poi chiesto all’autore quali siano le
novità più significative della imminente seconda edizione; e Franco Chiappinelli
ha indicato come prioritaria la dedica all’amico e collega carissimo di tanti
anni al VICO di Napoli, il compianto Pino Gallo, scomparso un anno fa. La moglie
Franca ha ringraziato commossa e i presenti, che in gran parte lo conoscevano e
ne sono stati alunni, lo hanno ricordato con un lungo applauso. Sono poi seguite
le indicazioni relative a nuove fonti prevalentemente medievali sul tradimento
di Enea e le prospettive delle nuove ricerche, in buona parte già avviate ma
ancora da perfezionare, su importanti personaggi del mito troiano in queste
fonti più tarde (l’Impius Achilles, Ulisse, Polidoro, Deifobo, Troilo,
Pentesilea…) che potrebbero avere sviluppi originali nella critica dantesca,
visto che queste erano le fonti di cui il poeta disponeva, accanto naturalmente
all’Eneide.
Sono seguite alcune domande dei presenti, e gli scambi di
affettuosi saluti tra l’autore e la sua giovanile maestra di greco e latino
negli anni ginnasiali, la professoressa Maria Vittoria Pinto: cinquant’anni sono
volati, ma non invano, hanno entrambi commentato con gioia. |